Migrazione SEO, come farla correttamente?

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La migrazione SEO è una delle operazioni più complesse e spesso sottovalutate per chi lavora in ambito digital. Per farla, sono richieste competenze tecniche specifiche, al fine di salvaguardare la reputazione costruita negli anni e il traffico in ingresso di un sito web, dopo la pubblicazione di una sua nuova versione.

In questo articolo, ti illustreremo tutte le implicazioni della migrazione SEO e la procedura corretta per realizzarla efficacemente.

Se vuoi che ce ne occupiamo noi, saremo ben lieti di farlo. Siamo esperti in migrazione SEO!

Cos’è la migrazione SEO e a cosa serve

Come abbiamo accennato, quando si parla di migrazione SEO s’intende l’insieme delle pratiche da svolgere su un sito in fase di pubblicazione, al fine di assicurare il mantenimento delle sue performance in termini di traffico organico.

In sostanza, deve fare una migrazione SEO chi decide di migliorare il proprio sito, apportando modifiche sostanziali e si trova, dunque, a dover caricare la nuova versione al posto della precedente.

Queste dinamiche, se da un lato offrono grandi opportunità legate all’upgrade sviluppato, dall’altro costituiscono una trappola in cui è necessario evitare di cadere.

Un sito migliorato e performante che ha perso la propria reputazione sui motori di ricerca è un sito che deve rincominciare praticamente da zero il lavoro di SEO. Un vero incubo!

Il lavoro di SEO sviluppato su un sito è preziosissimo e va salvaguardato. Le pagine web, infatti, acquisiscono valore e credibilità agli occhi dei motori di ricerca con il tempo. Dunque, se stai lavorando a una nuova versione del tuo sito web, devi assolutamente assicurarti che il valore SEO delle tue pagine venga correttamente tramandato alle corrispondenti pagine del sito che metterai online.

In questo articolo, oltre ad apprendere la procedura corretta per attuare una migrazione SEO a regola d’arte, ti illustreremo un elenco degli errori da evitare assolutamente.

Quando è necessario fare la migrazione SEO

Sono molteplici le circostanze nelle quali è necessario prevedere una migrazione SEO, scoprile con noi:

Dopo un restyling grafico finalizzato all’aggiornamento del layout

  • A seguito del cambio di dominio o dell’accorpamento di due differenti domini
  • In occasione del cambio di CMS
  • Dopo il cambio di protocollo di sicurezza da HTTP a HTTPS a seguito dell’acquisto del certificato SSL
  • A fronte della modifica dell’architettura del sito: accade quando si decide di modificare le url delle pagine o le categorie alle quali sono associate
  • Quando si procede all’unificazione delle versioni desktop e mobile

Se ti trovi a dover affrontare una di queste circostanze, questo articolo fa per te! Dunque, continua la lettura per scoprire come realizzare una migrazione SEO corretta e come non cadere negli errori più comuni.

7 errori comuni da evitare durante la migrazione SEO

Gli errori che possono essere compiuti, durante la migrazione del bagaglio SEO dal tuo precedente sito a quello aggiornato, sono molteplici. Nelle prossime righe, scoprirai con noi i più frequenti! Si tratta di disguidi che possono realmente minare l’usabilità delle tue pagine web, dunque presta la massima attenzione a tutte le fasi della procedura che vedremo più avanti, cercando di non incorrere in queste problematiche:

1. Robots.txt configurato in maniera errata

Assicurati di rendere accessibili tutte le risorse del tuo sito ai crawler del motore di ricerca. Il comando “disallow” deve infatti essere utilizzato con attenzione perché se applicato a pagine o parti del sito impedisce al bot di Google di scansionare e indicizzare i tuoi contenuti. Dunque, se non hai prestato attenzione a questo aspetto e hai registrato un calo di traffico, controlla i tuoi file robot.txt e verifica la presenza di risorse disabilitate agli occhi dei motori di ricerca.

2. Perdita di url e metadati

Purtroppo, durante la migrazione di un sito, le Url e i metadati, come tag title e meta description, possono perdersi, causando danni imponenti al tuo posizionamento seo. Ti consigliamo di prestare molta attenzione a questo aspetto e procedere mappando tutti questi dati attraverso efficaci strumenti reperibii online e capaci di scansionare le tue pagine web, trovando le informazioni da custodire. Il recupero dei metadati può essere fatto anche tramite il backup del tuo sito che va sempre predisposto prima di iniziare la procedura di migrazione. In alternativa, dovrai ripristinare i dati manualmente.

3. Deterioramento della velocità delle pagine

PageSpeed Insights di Google ti permette di monitorare la velocità delle tue pagine dopo la migrazione del sito, offrendoti dei suggerimenti per ottimizzarla. Questa scansione è indispensabile per verificare che il tuo sito, anche dopo l’aggiornamento, assicuri un’ottima user experience ai tuoi utenti.

4. Mancato aggiornamento dei link interni

In ottica di navigabilità e coinvolgimento degli utenti, è buona norma arricchire i contenuti di un sito di link interni di approfondimento. Questo consente a chi sta visitando un sito di rimanerci a lungo, apprezzando la completezza dell’offerta informativa e fidelizzandosi. Pertanto, se stai migrando il tuo sito, con grande probabilità avrai numerosi link interni da monitorare. È possibile, infatti, che questi collegamenti non si aggiornino in automatico e continuino a rimandare alle vecchie url causando un deterioramento estremo della navigabilità e l’abbandono del sito da parte di potenziali clienti. Dunque assicurati sempre che tutti i link interni siano corretti e funzionanti!

5. Redirect non funzionanti o corrotti

Il tema dei redirect è molto delicato perché un redirect di massa può risultare davvero dannoso per la tua SEO. Dunque, prima della migrazione è bene che tu abbia un piano definito per la gestione di queste dinamiche. Questo ti eviterà spiacevoli sorprese. In sintesi, assicurati sempre che i reindirizzamenti conducano a contenuti affini e pertinenti senza dirottare tutto alla homepage. Considera che se i redirect non funzionano, parte del tuo traffico andrà perso e ti troverai davanti al temibile errore 404.
Inoltre, un’ottimale gestione dei redirect 301 ti permetterà di mantenere funzionanti i collegamenti con i siti esterni che puntavano al tuo. Se questo non avverrà, dovrai contattare i proprietari dei siti e chiedere loro di modificare il link.

6. Perdita dei contenuti multimediali

Un aspetto da non dimenticare riguarda la verifica delle url appartenenti alle immagini o ai video contenuti nel tuo sito. Dovrai, infatti, gestire al meglio i redirect se le pagine web avranno subito cambi di url. Prestare attenzione a questo aspetto ti permetterà di salvaguardare il traffico proveniente da tali contenuti ed è ancora più critico se possiedi un e-commerce.

7. Problematiche col nuovo CMS o hosting

L’ultimo punto riguarda questioni molto tecniche legate alla buona riuscita della migrazione SEO. Può capitare, infatti, che la variazione di CMS o di hosting causi un peggioramento del traffico, a causa dei firewall che bloccano gli spider di Google e gli impediscono di scansionare correttamente i tuoi contenuti. Per ovviare a questi problemi, la procedura ottimale è mettere in atto dei test, prima della migrazione, con l’obiettivo di verificare che le prestazioni non calino a fronte delle nuove impostazioni.

La procedura per una migrazione SEO efficace in 12 step

Ora che hai scoperto quali sono gli errori da evitare nell’ottica di una migrazione SEO, sei pronto per scoprire tutti i passaggi della procedura da svolgere.
Prenditi tutto il tempo che ti serve per fare la migrazione e mettere in atto correttamente le procedure, non temere un ritardo nel lancio perché la fretta potrebbe farti incorrere in errori potenzialmente gravi. Qualora Google dovesse annunciare un aggiornamento dei suoi algoritmi, temporeggia e aspetta che tutto si stabilizzi prima di fare la tua migrazione.

Quando sei pronto, fai il backup aggiornato del tuo sito allo stato attuale, questo ti permetterà di poter recuperare qualunque dato in caso di necessità.

Vediamo passo dopo passo tutte le azioni da compiere per una corretta migrazione SEO:

1. Scansione e audit SEO

Fai una scansione del precedente sito e del sito che hai sviluppato. Dovrai salvare la struttura url e i dati, oltre alle metriche precedenti alla migrazione in termini di traffico organico, keyword di posizionamento e numeriche relative agli utenti. Questo ti consentirà di poter confrontare le performance post-migrazione e cogliere eventuali malfunzionamenti.

2. Crea una mappa dei redirect

Se attuerai una modifica delle url, prevedi la gestione dei redirect con una mappatura di quelle precedenti e delle url corrette.

3. Crea una lista di tutte le pagine indicizzate

Mappa la lista esaustiva delle pagine indicizzate in Google Search e Google Immagini.

4. Monitora i backlink

Monitora la lista dei backlink allo stato attuale così da controllare che a seguito della migrazione questi link preziosi non vengano persi.

5. Correggi vecchi errori

Verifica che non ci siano errori nel sito vecchio, correggendoli eventualmente prima della migrazione. Parliamo di backlink corrotti o errori interni.

6. Ottimizza il nuovo sito

Fai in modo che il sito che stai per sovrascrivere sia già ottimizzato per Google con la presenza dei metadati richiesti. Durante la fase di migrazione bisognerà accertarsi che non ci siano variazioni in corrispondenza di questi contenuti e che siano identici alla versione originaria.

7. Crea una sitemap efficace

Monitora il perfetto funzionamento della sitemap.xml del nuovo sito e sottoponila a Google Search Console, in modo da rendere più agevole e rapida la scansione delle tue pagine web una volta fatta la migrazione.

8. File robot txt aggiornato

Aggiorna il file robots.txt con la sitemap nuova e assicurati che tutte le tue risorse siano disponibili agli spider di Google.

9. Avvia i redirect 301

Una volta messi in pratica tutti i passaggi visti fino ad ora, potrai avviare i redirect dai precedenti url ai nuovi, facendo attenzione che tutto avvenga con l’ordine desiderato e che le corrispondenze risultino corrette al termine dell’operazione.

10. Richiedi una nuova indicizzazione dei nuovi url

Accedendo a Google Search Console potrai richiedere l’indicizzazione di tutte le pagine del sito web – sia nuovo che vecchio – in modo che Google acquisisca in modo corretto i redirect.

11. Testa per un paio di giorni il tutto

Fatta la migrazione, metti in atto un test aggiuntivo sui redirect, per accertarti che tutto sia correttamente funzionante.

12. Assicurati di essere veloce

Monitora la velocità delle pagine del nuovo sito e confronta tutte le prestazioni con la configurazione precedente in modo da cogliere eventuali errori e interventi correttivi da attuare.

Conclusione

In questo articolo, hai scoperto tutto quello che c’è da sapere prima di mettere in atto una migrazione SEO. Hai appreso i principali errori da non compiere e i passaggi per svolgere questa procedura in maniera sicura ed efficiente.

Come avrai certamente intuito, il livello di esperienza e tecnica per affrontare una migrazione SEO deve essere molto alto, per evitare di perdere la reputazione acquisita agli occhi di Google. Per questo affidarti a esperti è sicuramente la scelta migliore e la più sicura.

Se cerchi dei professionisti capaci di supportarti in tale processo siamo certamente il partner che fa per te! Siamo un’agenzia SEO esperta, capace di migrazioni SEO efficienti e altamente funzionali.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Irene Tempestini

Irene Tempestini

Lavoro nel campo della comunicazione, on e offline, da oltre 15 anni, abbracciando varie sfumature del settore. Sono Senior SEO Copywriter, Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale dei Giornalisti (tessera professionale n.140252), Media Manager, Addetta Stampa e PR di Qreativa. Il mio percorso non si è mai fermato. Investo continuamente nella formazione, per restare sempre al vertice nel frenetico mondo del digital marketing.
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