In questa guida
La Digital PR data-driven usa ricerche originali o nuove analisi di dati esistenti per trovare notizie da proporre ai giornalisti. Puoi partire da un sondaggio, da dati pubblici o dalle richieste registrate dalla tua azienda. La fonte va scelta in base a ciò che vuoi sapere: chiedere alle persone quali difficoltà incontrano è diverso dal misurare quante richieste riceve un servizio.
Perché una redazione possa usare il risultato, deve capire da dove arrivano i dati e come hai ottenuto quel numero. Questa guida spiega come scegliere la fonte, impostare il confronto e controllare i calcoli prima di proporre una notizia, con un esempio svolto e una scheda compilabile. Se devi organizzare anche le persone coinvolte e il lancio, la guida su come funziona una campagna di Digital PR descrive il processo completo.
Scegli una domanda utile per il pubblico della ricerca
«Dove crescono di più le richieste di riparazione rispetto alle famiglie residenti?» è una domanda che può interessare chi segue consumi e servizi locali. Aiuta a capire come cambia l’uso di un servizio, mentre «quanto è innovativa la nostra azienda?» porta soprattutto a parlare dell’azienda. Prima di raccogliere dati, cerca che cosa è già stato pubblicato sul tema e annota fonte, data e risultato: potrai vedere quale confronto manca.
Che cosa aggiungi
Puoi studiare un periodo più recente, confrontare territori che finora sono stati analizzati separatamente o misurare un comportamento ancora poco documentato. Limitarti a ripubblicare il grafico di un ente non aggiunge una nuova analisi.
A chi serve il risultato
Collega la domanda a un problema del pubblico. Per esempio, un cambiamento nei costi è utile se aiuta a capire quanto pesa una spesa; una classifica tra territori serve se le differenze hanno un significato comprensibile.
Come si può verificarlo
Conserva i file di partenza e i passaggi del calcolo. Chi controlla la ricerca deve poter ricostruire il numero che vuoi mettere nel titolo e vedere quali casi hai incluso o escluso.
La guida su che cosa sono le Digital PR spiega quando usare anche notizie aziendali o commenti di esperti. Per valutare l’originalità del lavoro puoi consultare le domande di Google sui contenuti utili: invitano a chiedersi, tra le altre cose, se il contenuto offre una ricerca o un’analisi originale.
Sondaggi, dati pubblici o dati proprietari: quale fonte serve?
| Fonte | Domanda adatta | Controllo decisivo |
|---|---|---|
| Sondaggio | Quali difficoltà dichiarano le persone quando cercano un servizio? | Chi risponde, come viene coinvolto e come interpreta la domanda. |
| Dataset pubblico | Come cambia un indicatore tra territori o negli anni? | Se definizioni, confini, unità e periodi sono confrontabili e la licenza consente il riuso. |
| Dati proprietari | Quali comportamenti risultano nelle prenotazioni o nelle transazioni del servizio? | Chi usa il servizio, che cosa viene registrato e quali dati puoi divulgare. |
Una sola fonte ben documentata può bastare. Aggiungine un’altra quando serve a completare il confronto: per rapportare le richieste alla dimensione di un territorio, per esempio, ti occorrono sia il registro delle richieste sia il numero di famiglie residenti. Scegli con cura questo secondo dato: dividere per le famiglie, per i residenti o per i clienti attivi produce indicatori diversi.
Prima di estendere la raccolta a tutta l’area, prova a recuperare i dati di alcuni territori e verifica che definizioni e anni coincidano. Se il confronto non è possibile, cambia fonte o restringi la domanda. Nella scheda di lavoro annota la domanda, chi o che cosa osservi, le fonti e la formula; aggiungi le regole per trattare i casi dubbi, così non dovrai deciderle dopo aver visto il risultato.
Come progettare un sondaggio senza suggerire la risposta
Un sondaggio è adatto a conoscere opinioni, esperienze, priorità e intenzioni. Per sapere quanti giorni passano davvero prima di un intervento, un registro di prenotazioni è più preciso del ricordo delle persone. Se invece vuoi capire quanto sia stato difficile trovare un appuntamento, devi chiederlo a chi ci ha provato.
Fai leggere le domande ad alcune persone del pubblico che vuoi coinvolgere e chiedi loro di spiegare che cosa hanno capito. Questo controllo preliminare, chiamato pretest, serve a trovare parole ambigue e risposte mancanti. Correggi i problemi emersi e riprova la traccia, poi conserva il testo e l’ordine delle domande effettivamente usate.
Con chi conduce l’indagine stabilisci a quale popolazione ti rivolgi, come contattare le persone e quante risposte servono per i confronti previsti. Un totale elevato può comunque lasciare pochi rispondenti in una fascia d’età o in un territorio. Per ogni percentuale indica su quante persone è calcolata: se 120 persone hanno cercato di prenotare e 48 indicano oltre 7 giorni di attesa, il risultato è 48 ÷ 120 × 100 = 40%. Conta separatamente chi non ricorda o preferisce non rispondere e dichiara come queste risposte entrano nel calcolo. Non cambiarne il trattamento per ottenere una percentuale più vistosa.
Gli standard di trasparenza AAPOR chiedono di pubblicare chi commissiona la ricerca, le domande usate, la popolazione studiata, il modo in cui viene scelto il campione, le date e le modalità di calcolo. Se le persone aderiscono volontariamente, come accade in molti panel, non puoi presentare il margine d’errore previsto per un campione casuale: un’eventuale stima della precisione richiede un modello spiegato e giustificato. Le buone pratiche AAPOR approfondiscono la scelta del campione, la formulazione delle domande e il pretest.
Come rendere confrontabili i dataset pubblici
Per ogni file conserva il nome dell’ente, il titolo, l’URL, la versione, la data di download e la licenza. Annota anche a quale periodo si riferiscono i dati e in quali unità sono espressi. Lavora su una copia e tieni l’originale intatto: se elimini righe, unisci tabelle o calcoli nuove colonne, registra il passaggio e il motivo.
| Controllo | Problema osservabile | Azione |
|---|---|---|
| Periodo e definizione | La categoria cambia nome o include nuovi casi nel secondo anno. | Ricostruisci dati confrontabili oppure segnala dove cambia la definizione, senza presentare i due periodi come un’unica serie omogenea. |
| Territori e codici | Comuni accorpati o più righe con lo stesso codice. | Controlla a quale territorio corrisponde ogni codice prima di unire le tabelle; il solo nome può non bastare. |
| Mancanti e zero | Una cella vuota non distingue assenza del fenomeno e dato non raccolto. | Lascia riconoscibile il dato mancante. Calcola il tasso solo se hai entrambi i valori e il denominatore è maggiore di zero. |
| Unità e revisioni | Euro e migliaia di euro mescolati, o dati provvisori confrontati con definitivi. | Uniforma le unità, annota le revisioni e ricalcola tutti gli indicatori coinvolti. |
Controlla quali usi consente la licenza del file. Le note legali Istat prevedono CC BY 4.0 salvo diversa indicazione: verifica le condizioni del dataset scelto, cita la fonte, collega la licenza e indica se hai modificato i dati. Anche le indicazioni sulle licenze aperte di data.gov spiegano come rendere esplicite le condizioni di riuso nei metadati. Un file scaricabile può avere condizioni diverse da quelle di altri file dello stesso sito.
Che cosa puoi ricavare dai dati del tuo servizio
Prenotazioni, ricerche interne, transazioni e richieste di assistenza permettono di studiare ciò che accade nel tuo servizio. Prima di contare, decidi che cosa rappresenta una riga: una richiesta, una prenotazione o una persona. Tre prenotazioni della stessa persona sono tre eventi; se vuoi contare i clienti, devi invece riconoscere e unire i record che appartengono alla stessa persona.
- Controlla se tra i due periodi sono cambiati prezzi, aree servite, interfaccia o tracciamento: l’aumento delle richieste potrebbe dipendere dall’estensione del servizio o da una registrazione più completa.
- Stabilisci come riconoscere test, duplicati, frodi e rimborsi e conserva i totali prima e dopo ogni esclusione.
- Prima di pubblicare, fai verificare i dati aggregati a chi segue privacy e contratti. Anche senza nomi ed email, date precise o gruppi molto piccoli possono rendere riconoscibili le persone.
- Metti a disposizione le tabelle aggregate che puoi divulgare, insieme a definizioni e calcoli. Se alcuni dettagli devono restare riservati, spiega quali risultati si possono verificare con i materiali pubblici.
Quando la fonte sono le prenotazioni della tua azienda, scrivi «nelle prenotazioni del nostro servizio». Per estendere il risultato all’intero mercato servono dati che lo descrivano. Anche un cambiamento nella clientela può alterare il confronto: verifica che cosa succede considerando persone o gruppi con caratteristiche confrontabili. Se il risultato cambia, spiega quanto dipende dalla composizione dei clienti prima di parlare di una tendenza generale.
Esempio: dai conteggi a un risultato che si può citare
Immaginiamo di confrontare le richieste di riparazione di due territori, Alfa e Beta, in due anni. Vogliamo capire come sono cambiate tenendo conto del numero di famiglie residenti. Nell’esempio, il registro usa la stessa definizione di richiesta e copre la stessa area in entrambi gli anni. Una famiglia può aver inviato più richieste: stiamo contando gli eventi registrati.
| Territorio e periodo | Richieste | Famiglie | Richieste ogni 1.000 famiglie |
|---|---|---|---|
| Alfa, anno 1 | 240 | 12.000 | 20 |
| Alfa, anno 2 | 360 | 12.000 | 30 |
| Beta, anno 1 | 120 | 4.000 | 30 |
| Beta, anno 2 | 120 | 4.000 | 30 |
Per confrontare territori di dimensioni diverse, dividiamo le richieste per le famiglie e moltiplichiamo per 1.000. Nell’anno 2 Alfa ha quindi 360 ÷ 12.000 × 1.000 = 30 richieste ogni 1.000 famiglie. Nel primo anno erano 20: la crescita è (30 − 20) ÷ 20 × 100 = +50%, ossia 10 richieste in più ogni 1.000 famiglie. Si tratta di un tasso di richieste, non della percentuale di famiglie che hanno usato il servizio: non sarebbe corretto scrivere «10 punti percentuali in più».
Nell’anno 2 Alfa registra tre volte le richieste di Beta (360 ÷ 120 = 3), ma ha anche tre volte le famiglie. In entrambi i territori si registrano 30 richieste ogni 1.000 famiglie. Il titolo «Ad Alfa il triplo della domanda» nasconderebbe questa differenza di dimensioni. Potremmo invece scrivere: «Ad Alfa le richieste ogni 1.000 famiglie passano da 20 a 30; a Beta restano a 30». Per proporre il dato a una redazione dovremo poi spiegare perché il cambiamento interessa il suo pubblico.
Alfa
360 richieste / 12.000 famiglie
30 richieste ogni 1.000 famiglie
Beta
120 richieste / 4.000 famiglie
30 richieste ogni 1.000 famiglie
Scala: da 0 a 30 richieste ogni 1.000 famiglie. Il confronto usa i valori della tabella, prima della verifica dei duplicati.
Scrivi il metodo mentre progetti la ricerca
Chi legge la ricerca deve poter ricostruire il risultato dai materiali pubblici. Scrivi la nota metodologica mentre raccogli e pulisci i dati, quando hai ancora a disposizione le versioni dei file e ricordi perché hai escluso una riga. Prima di approvare il titolo, chiedi a un’altra persona di rifare i calcoli e di segnalare ciò che non torna.
Chi e che cosa hai studiato
Indica chi commissiona e conduce la ricerca, la domanda, le persone o gli eventi osservati, l’area geografica e il periodo. Elenca le fonti con la versione usata. Per un sondaggio aggiungi come hai coinvolto i partecipanti, il questionario e il numero di risposte su cui si basa ciascun risultato.
Come hai ottenuto i numeri
Spiega come hai unito le tabelle, trattato i dati mancanti e riconosciuto i duplicati. Se nel calcolo hai dato più peso ad alcune risposte, descrivi come e perché. Scrivi formule e denominatori. Se pubblichi una classifica, chiarisci il criterio di ordinamento e i pari merito; calcola l’ordine sui valori prima dell’arrotondamento.
Che cosa limita il confronto
Collega ogni limite al risultato interessato. Se hai iniziato a raccogliere richieste da un nuovo canale, per esempio, l’aumento potrebbe dipendere da quel cambiamento: spiega quali dati puoi ancora confrontare con il periodo precedente.

Quando riformulare o fermare la notizia
| Segnale nell’analisi | Decisione prima del lancio |
|---|---|
| La differenza scompare correggendo un’unità di misura o eliminando duplicati. | Rifai i calcoli e cambia il titolo: la notizia deve descrivere il risultato corretto. |
| L’aumento compare solo dopo l’apertura di un nuovo mercato. | Confronta la stessa area nei due periodi, oppure spiega che l’aumento comprende l’estensione del servizio a nuovi territori. |
| Il sondaggio rileva una relazione tra due risposte. | Racconta che le risposte sono associate. Per sostenere che una cosa causa l’altra serve uno studio che permetta di verificarlo. |
| La classifica cambia usando i valori prima dell’arrotondamento, oppure confronta gruppi molto diversi. | Controlla l’ordine sui valori completi e applica le regole sui pari merito. Mostra anche le dimensioni dei gruppi, così il lettore può valutare il confronto. |
| Il dato replica una tabella già pubblicata dalla fonte. | Cerca un confronto utile che non sia già disponibile, oppure usa quei dati come contesto per un’altra notizia. |
Prova a scrivere il risultato in una frase che dica che cosa è cambiato, per chi, in quale periodo e rispetto a quale totale. Falla leggere a chi ha controllato i calcoli. Se la frase funziona solo omettendo un’informazione che ne cambierebbe il senso, riscrivila prima di inviarla ai giornalisti.
Pubblica una pagina che permetta di verificare il risultato
Raccogli la ricerca in una pagina con un URL stabile. Il giornalista deve trovarvi il risultato principale, la data, tabelle e grafici leggibili anche da telefono, metodo, fonti, licenze e un contatto per le domande. Quando puoi divulgarli, offri i dati aggregati in CSV. Lascia i risultati essenziali leggibili nella pagina, anche a chi non scarica il PDF.
- Controlla che titolo, tabella e grafico usino gli stessi dati, periodi ed esclusioni. Accanto al grafico scrivi che cosa misuri e su quale totale calcoli il risultato.
- Dai ai file scaricabili un nome, una versione e una data; spiega il significato delle colonne e come ripetere i calcoli.
- Distingui i dati della fonte dalla tua elaborazione e riporta autore e licenza delle immagini o dei dati riutilizzati.
- Se correggi un dato dopo il lancio, aggiorna tutti i materiali interessati e aggiungi una nota visibile con data, valore precedente e correzione.
Se la pagina distribuisce un dataset, puoi descriverlo anche con i dati strutturati Dataset, indicando nome, descrizione, autore, licenza e modalità di download coerenti con i file pubblicati. Per realizzare una pagina facile da consultare e trovare puoi approfondire i servizi di landing page e SEO tecnica.
Proponi alla redazione un risultato che possa verificare
Scegli i giornalisti che si occupano del tema e spiega perché il risultato riguarda i loro lettori ed è attuale. Nella proposta inserisci il numero principale, il periodo, la popolazione o il totale su cui hai calcolato il dato e il link alla ricerca. Prima dell’invio, concorda chi sarà disponibile a rispondere sulle scelte di metodo. Se prevedi un embargo o un’esclusiva, chiarisci condizioni e tempi con la redazione.
La decisione di usare la ricerca spetta alla redazione: quando definisci il lavoro, tieni distinti i materiali e le attività che puoi consegnare dalle pubblicazioni che dipendono dai giornalisti. La guida al confronto tra Digital PR e link building approfondisce la differenza tra copertura editoriale e acquisizione di link.
Verifica come viene citata la ricerca
Per ogni articolo conserva URL, data e testata e controlla quale risultato è stato citato. Annota se il numero e il suo significato sono corretti e se compare un link alla ricerca. Se un articolo usa il denominatore sbagliato, prepara una richiesta di correzione con la tabella pertinente; se più redazioni chiedono la stessa spiegazione, aggiungila alla pagina della ricerca.
Conta separatamente gli articoli originali, le ripubblicazioni, le citazioni senza link e i link alla ricerca: sommarli come se fossero tutti articoli nuovi renderebbe il resoconto fuorviante. Per valutare anche traffico, download e azioni delle persone arrivate sul sito, consulta la guida a come misurare la Digital PR.
Scarica la scheda per progettare e controllare la ricerca
La scheda serve a tenere insieme le decisioni che prenderai durante la ricerca: domanda iniziale, fonti usate, modifiche ai dati, calcolo del risultato e controlli prima dell’invio alle redazioni. Puoi compilarla sul computer o stamparla. Inizia dal piano e completa le altre pagine mentre lavori; duplica il registro se le fonti o i passaggi da annotare richiedono più spazio.
Tieni i dati nel foglio di calcolo e usa la scheda per spiegare le scelte. Per il confronto tra 20 territori e due anni, il foglio avrà 40 righe con territorio, anno, richieste, famiglie e tasso, più fonte/versione ed esito del controllo. In ogni riga inserisci i due valori di partenza, richieste e famiglie; se uno manca, lascia il dato riconoscibile come mancante e annota il motivo.
Che cosa chiarire quando affidi la ricerca a un’agenzia
Quando affidi la ricerca a un’agenzia, chiarisci chi raccoglierà i dati, chi farà l’analisi e chi controllerà i calcoli. Fai indicare nel preventivo anche l’eventuale reclutamento dei partecipanti, la verifica specialistica, i grafici, la pagina pubblica e le proposte alle redazioni. Concorda chi approva le affermazioni e chi gestisce le correzioni: se i dati non sostengono la notizia prevista, il gruppo di lavoro deve poter cambiare il progetto o fermarlo.
Per valutare un incarico con Qreativa, consulta il servizio di agenzia Digital PR e approfondisci costi e attività incluse nella guida dedicata. La guida su Digital PR, SEO e visibilità AI approfondisce anche il ruolo della ricerca nella reperibilità sui motori di ricerca e nei sistemi generativi.
Domande frequenti sulla Digital PR data-driven
Quante persone servono per un sondaggio di Digital PR?
Chiedi a chi conduce l’indagine quante risposte servono per ogni gruppo che vuoi confrontare e come saranno scelte le persone. Un totale elevato può lasciare pochi rispondenti proprio nel territorio o nella fascia d’età che ti interessa.
Come gestire le domande con più risposte possibili?
Scrivi se stai dividendo per il numero di persone o per il totale delle scelte fatte. Quando una persona può indicare più opzioni, la somma delle percentuali calcolate sulle persone può superare il 100%. Specifica quante scelte erano consentite e pubblica il testo della domanda.
Si può usare l’AI per analizzare i dati della ricerca?
Puoi usarla come aiuto per scrivere formule o codice, controllando poi il risultato su calcoli che sai riprodurre e sui totali del dataset. Verifica ogni numero e ogni fonte che inserisci nel testo. Prima di caricare dati, accertati che l’ambiente sia autorizzato a trattarli.
Che cosa fare se la ricerca non produce una notizia?
Conserva i risultati e valuta se aiutano a prendere una decisione interna o suggeriscono una domanda diversa da studiare. Se manca un confronto interessante per il pubblico, puoi fermare la campagna. Cercare un altro taglio non deve portarti a nascondere i dati che contraddicono la storia che vorresti raccontare.
Michele Eccher


