SOCIAL MEDIA · GUIDA PRATICA

Come costruire una strategia social prima del piano editoriale

Definisci obiettivi, pubblico, ruolo dei canali, filoni editoriali, produzione e misurazione prima di riempire il calendario dei contenuti social.

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Obiettivo e pubblico guidano temi e formati del piano editoriale, prima di assegnare le date nel calendario social.
In questa guida

Una strategia social stabilisce quale pubblico raggiungere, quale offerta rendere comprensibile e quale azione chiedere alle persone. Il piano editoriale traduce queste decisioni in temi e rubriche; il calendario assegna date e responsabilità ai singoli contenuti. Se queste scelte mancano, anche un profilo aggiornato ogni settimana può attirare persone che non diventeranno clienti.

Per prendere queste decisioni servono informazioni sui clienti e una stima realistica del lavoro. Seguiamo il caso di un’azienda che vuole promuovere un servizio di revisione dei piani di manutenzione: dall’obiettivo passeremo alla scelta dei contenuti, alle ore necessarie e alla lettura dei risultati. Puoi usare la scheda allegata per preparare il tuo brief, cioè il documento con le indicazioni per chi realizzerà il piano.

Che cosa decidere prima del piano editoriale

LivelloDomanda da risolvereDocumento utile
Strategia aziendale e digitaleQuali clienti, offerte e canali contribuiscono agli obiettivi dell’impresa?Priorità commerciali e ripartizione delle risorse
Strategia socialChi vogliamo raggiungere e quale azione chiediamo alle persone?Brief con obiettivo, pubblico, offerta, canali, risorse e indicatori
Piano editorialeQuali domande del pubblico affrontiamo con temi e rubriche ricorrenti?Mappa dei temi, messaggi e formati
CalendarioChi pubblica che cosa, dove e quando?Contenuti con data, responsabile e stato di approvazione

Se devi ancora scegliere fra social, ricerca, email o altri investimenti, parti dalla strategia di marketing digitale. Per pianificare anche i contenuti destinati ai motori di ricerca, consulta il piano editoriale SEO, che aiuta a scegliere gli argomenti in base alle ricerche delle persone.

Raccogli le richieste commerciali, le domande ricevute dall’assistenza, i contenuti pubblicati e i dati dei canali. Puoi iniziare dalle dieci richieste più recenti e dai post delle ultime quattro settimane: cerca le domande che si ripetono e annota quelle a cui i contenuti non rispondono ancora. Se hai meno materiale, parti da quello disponibile.

Scegli un obiettivo e un’offerta coerenti

Il numero di follower ti dice quante persone seguono il profilo, ma da solo non basta per scegliere che cosa pubblicare. Chiarisci che cosa vuoi ottenere: richieste da potenziali clienti, meno dubbi sull’uso di un prodotto oppure candidature per una posizione aperta. Scegli una priorità, una scadenza e la persona che valuterà i risultati.

L’impresa propone un colloquio di venti minuti per capire se il piano esistente richiede una revisione. Considera qualificata una richiesta quando riguarda uno stabilimento manifatturiero, descrive un problema di pianificazione e arriva da una persona coinvolta nella scelta. Il responsabile commerciale verifica tutti e tre i criteri e registra l’esito, contando ogni richiesta una sola volta.

Se non sai quante richieste arrivano oggi, usa il primo periodo per raccogliere un dato di partenza e osserva quanto tempo serve per valutarle. Se invece vuoi far conoscere l’impresa, controlla se raggiungi persone del settore scelto e se queste visitano i contenuti di approfondimento. Per valutare l’effetto commerciale dovrai seguire anche i passaggi successivi, dalla richiesta al colloquio e all’eventuale acquisto.

Individua le domande dei clienti e i materiali per rispondere

Per ogni richiesta, riporta la domanda con le parole del cliente e annota il contesto, il dubbio che frena la scelta, la fonte e la data. Tieni separate le domande ricevute da quelle che immagini possano interessare al pubblico: queste ultime restano ipotesi da verificare.

Domanda del cliente nell’esempioContenuto che la affrontaMateriale necessario
“Quanto lavoro richiede aggiornare il piano?”Una dimostrazione con i passaggi e i dati da preparareUn piano dimostrativo, dichiarato come tale
“Dobbiamo cambiare il gestionale?”Un confronto fra revisione delle procedure e sostituzione del softwareRequisiti e limiti effettivi del servizio
“Chi deve partecipare al colloquio?”Una spiegazione di ruoli e informazioni richiesteProcedura commerciale concordata

Due responsabili di stabilimento possono avere lo stesso incarico e cercare risposte diverse: uno vuole capire se il piano ha un problema, l’altro sta già confrontando i fornitori. Nell’esempio il colloquio serve a valutare il piano esistente, quindi i primi contenuti dovranno aiutare soprattutto chi si trova nella prima situazione.

Nell’esempio restano fuori gli aggiornamenti generici sulla produttività e i video di macchinari privi di spiegazione. Il tono è tecnico ma accessibile: si chiarisce un termine quando serve, si mostrano i passaggi e si evitano promesse di eliminare i fermi macchina. Per un confronto più ampio fra offerte e concorrenti puoi usare la guida all’analisi competitor.

Scegli i canali in base al pubblico e al lavoro che puoi sostenere

Prima di scegliere una piattaforma, cerca segnali della presenza dei tuoi potenziali clienti e verifica di poter produrre contenuti adatti e rispondere alle domande. Se hai giĂ  un profilo, esamina chi raggiunge, quali domande riceve e quante visite porta al sito. Se parti da zero, scegli un primo canale da provare e fissa una data per valutarne i risultati.

Scelta nell’esempioFunzioneCondizione per mantenerla
LinkedIn, canale inizialeSpiegare la revisione e accompagnare al colloquioOsservare riscontri da persone del settore e richieste coerenti con l’offerta
Sito, destinazione dei linkChiarire requisiti, limiti e modalitĂ  del colloquioPagina mobile leggibile, modulo funzionante e richieste registrabili
Instagram, rinviatoNessuna produzione dedicata nel primo periodoValutarlo se trovi potenziali clienti e hai tempo per contenuti diversi da quelli giĂ  previsti

Per questa impresa ipotizziamo di partire da LinkedIn e verificare se raggiunge i responsabili cercati. Anche la guida di LinkedIn alla strategia social invita a considerare pubblico e capacitĂ  di produrre contenuti prima di aggiungere canali.

Per le prime quattro settimane l’impresa sceglie di pubblicare senza acquistare pubblicità. Può così verificare quanto lavoro richiedono i contenuti e quali risposte riceve. Se aggiungi campagne a pagamento, assegna loro un obiettivo e un budget distinti, separando la spesa pubblicitaria dai costi di produzione e gestione. Per calcolare il costo di un contatto pubblicitario usa le richieste attribuite alle campagne, tenendole separate da quelle organiche.

Scegli che cosa spiegare e il formato piĂą adatto

Un filone editoriale è un tema che puoi sviluppare in più contenuti per rispondere a domande collegate. “Consigli sulla manutenzione” lascia ancora da decidere che cosa dire; “dati da preparare prima della revisione del piano” suggerisce già una spiegazione utile. Per ogni tema, scegli il messaggio da trasmettere, i materiali che lo sostengono e il passo successivo da proporre al lettore.

Filone dell’esempioChe cosa spiegare o mostrareProduzione per quattro settimane
Preparare la revisioneMostrare quali dati servono, con un piano dimostrativoDue documenti a scorrimento e un post di testo
Capire il metodoFar vedere un passaggio commentato da un tecnicoDue video brevi e un post di testo
Valutare il colloquioChiarire destinatari, partecipanti e limiti dell’offertaDue post di testo

Sono otto contenuti: due documenti a scorrimento, due video e quattro post di testo. Prima di confermare questa quantitĂ , occorre stimare le ore di lavoro. Se un video richiede riprese o autorizzazioni che non hai, puoi spiegare lo stesso passaggio con materiali giĂ  disponibili oppure ridurre le uscite.

Stima il lavoro e concorda chi produce, approva e risponde

Quando stimi il lavoro, considera anche approvazioni, risposte e analisi. Nell’esempio il referente commerciale approva l’offerta, il tecnico controlla le spiegazioni e il responsabile dei contenuti coordina produzione, pubblicazione e raccolta dei dati. Partiamo da questa stima, da correggere dopo aver confrontato i tempi previsti con quelli effettivi.

AttivitĂ  in quattro settimaneCalcolo propostoOre
Produzione degli otto contenuti8 Ă— 1,5 ore medie12
Intervista e revisione tecnica1 ora di intervista + 2 di revisione3
Caricamento e controlli di pubblicazione8 Ă— 15 minuti2
Risposte e moderazione4 Ă— 1 ora4
Lettura dei dati e revisione2 Ă— 1 ora2
Margine per correzioni1 ora1
Totale ricorrente12 + 3 + 2 + 4 + 2 + 124

All’avvio servono altre quattro ore: due per esaminare i materiali e due per preparare il brief, i collegamenti e il registro dei dati. Il primo periodo richiede quindi 28 ore; i successivi ne prevedono 24, se le attività restano le stesse. Ipotizzando un costo interno di 40 euro l’ora, il lavoro costa 1.120 euro nel primo periodo e 960 nei successivi. In questo esempio non acquistiamo pubblicità né nuovi strumenti.

Questi importi coprono il lavoro editoriale e la gestione del canale. Per valutare il costo complessivo, aggiungi il tempo del commerciale per esaminare le richieste e svolgere i colloqui; considera separatamente anche il costo di erogazione del servizio.

Concorda le scadenze di approvazione prima di iniziare a produrre. Nell’esempio il tecnico restituisce i commenti entro due giorni lavorativi dalla consegna; il coordinatore verifica le correzioni e programma il post. Se manca l’approvazione, la pubblicazione slitta: l’ora prevista per gli imprevisti serve a correggere i materiali, non a saltare il controllo tecnico.

Registra i KPI e decidi che cosa correggere

Un KPI è un indicatore con cui valuti il raggiungimento dell’obiettivo. Nel registro indica che cosa conta, da dove proviene il dato, il valore di partenza, quello finale e la decisione che ne ricavi. Scrivi “non disponibile” quando non hai il dato; usa zero quando la misura funziona ma non registra eventi. Confronta periodi della stessa durata, separa attività organica e campagne e conta ogni richiesta una sola volta.

Indicatore dell’esempioDefinizione e fonteA che cosa serve
Contenuti pubblicati e ore impiegateContenuti pubblicati / contenuti previsti, con ore effettive nel registroVerificare se completi il piano nelle 24 ore previste
Sessioni dai link socialSessioni attribuite ai link del periodo nel sistema di analisi del sitoVerificare che il pubblico arrivi alla pagina dell’offerta
Richieste registrateRichieste uniche arrivate dal sito dopo una visita attribuita ai socialControllare il passaggio dalla visita alla richiesta
Richieste qualificateRichieste che il commerciale ha verificato rispetto ai tre criteri concordatiConfrontare il risultato con l’obiettivo di quattro

Per riconoscere le visite provenienti dai singoli contenuti, aggiungi ai link i parametri UTM. La documentazione di Google Analytics spiega come indicare sorgente, mezzo, campagna e contenuto. Nell’esempio puoi usare utm_source=linkedin, utm_medium=social, utm_campaign=manutenzione_prova e utm_content=preparazione_01. Mantieni gli stessi nomi e le stesse maiuscole nei link della stessa iniziativa. Prima di pubblicare, verifica che il link apra la pagina giusta e che il sistema di analisi registri sia la visita sia l’invio del modulo.

Nel rapporto tra richieste e sessioni conta solo le richieste provenienti dal sito nello stesso periodo e dallo stesso percorso che stai misurando. Annota a parte i messaggi ricevuti direttamente sui social: non hanno una visita al sito da mettere al denominatore. Nel registro delle richieste specifica anche se la provenienza è tracciata dal sistema di analisi oppure dichiarata dal cliente, così saprai su quali informazioni si basa il conteggio.

Segnale osservatoControllo da fareCorrezione da provare
Visite presenti, richieste assentiLeggibilità della pagina su mobile, funzionamento del modulo, chiarezza dell’offerta e registrazione degli inviiSe il modulo non recapita le richieste, correggilo; se funziona, verifica che il post spieghi perché contattarti
Richieste da persone a cui l’offerta non è adattaParole usate nei contenuti, requisiti della pagina e motivi di esclusione nel registroChiarisci a chi si rivolge il servizio e quale problema risolve, poi verifica se le nuove richieste sono più pertinenti
Poche visite e nessuna domanda pertinentePubblicazione effettiva dei contenuti, pubblico raggiunto e chiarezza del messaggioRivedi un tema o la sua presentazione; non aggiungere subito un altro canale
Ore oltre il pianoTempo effettivo per attivitĂ , revisioni ripetute e ritardiSemplifica il formato che richiede piĂą lavoro o riduci le uscite, poi ricalcola le ore

Raccogli i dati ogni settimana e dedica un’ora alla loro lettura alla fine della seconda e della quarta settimana, come previsto nella stima. Nell’ipotesi appena vista occorre capire quale attività ha richiesto l’ora in più e come ridurne il carico nel periodo successivo. Se una richiesta viene qualificata più tardi, aggiorna la sua riga nel registro senza contarla di nuovo. Prima di preferire un formato, osserva più pubblicazioni: il risultato di un solo post può dipendere anche dall’argomento.

Compila il brief e consegnalo a chi prepara il piano

Puoi raccogliere queste decisioni in un documento condiviso oppure compilare a mano la scheda PDF. Dove manca un’informazione, scrivi “da verificare” e indica chi se ne occuperà prima dell’approvazione.

Prima di passare al calendario, verifica che il lavoro rientri nelle ore disponibili, che i link e il modulo funzionino e che ogni contenuto abbia un responsabile e i materiali necessari. Assegna quindi temi e formati ai post, poi date e stato di approvazione. Se il team ha bisogno di supporto, la gestione social media di Qreativa comprende strategia, produzione e analisi.

Domande frequenti sulla strategia social media

Si può costruire una strategia social senza dati storici?

Sì. Parti dalle domande già ricevute da clienti e contatti, registra come ipotesi le scelte di pubblico e canale e usa il primo periodo per raccogliere una base di confronto. Se non hai ancora richieste o contenuti, verifica prima che l’offerta sia comprensibile e che il percorso verso il contatto funzioni.

Quando serve rivedere la strategia invece dei singoli post?

Rivedila quando cambiano l’offerta, il pubblico a cui ti rivolgi o le risorse disponibili, oppure quando per più periodi ricevi richieste da persone a cui il servizio non è adatto. Prima controlla le cause più circoscritte: un modulo che non funziona va corretto; un post che descrive male l’offerta va riscritto. Questi problemi, da soli, non richiedono di cambiare strategia.

Una strategia social deve includere campagne a pagamento?

Puoi partire con la sola attivitĂ  organica, se ti permette di raggiungere il pubblico scelto con le risorse disponibili. Se aggiungi campagne, concorda obiettivo, pubblico, contenuti e misurazione, tenendo distinta la spesa pubblicitaria dal costo di produzione e gestione. Per valutarle raccogli i loro risultati separatamente da quelli dei post organici.

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