In questa guida
Per misurare la visibilità nella ricerca AI, osserva quanto spesso viene nominato il tuo brand e quali pagine del tuo sito vengono citate. Ripetendo le stesse ricerche nel tempo puoi vedere se il brand compare più o meno spesso e come viene descritto. Occorre distinguere il nome del brand dai riferimenti alle fonti: una risposta può nominare l’azienda senza inserire un link, oppure citare una sua pagina senza consigliarne i servizi.
Il monitoraggio richiede quindi domande stabili e un registro in cui conservare risposte e fonti. Puoi partire da un ciclo di quattro settimane e affiancare le tue osservazioni ai report delle piattaforme e ai dati del sito. Se invece devi capire perché il brand non compare o viene descritto male, parti dall’audit della visibilità AI.
Decidere che cosa vuoi misurare
Prima di scegliere le domande, decidi che cosa vuoi sapere. Un’azienda B2B può voler capire se viene nominata quando un potenziale cliente cerca un fornitore; un ecommerce può verificare come vengono descritti i suoi prodotti nei confronti. Scegli un’offerta, un pubblico e un mercato, così le risposte raccolte riguarderanno la stessa esigenza.
Immaginiamo un’agenzia che voglia capire se i negozi italiani la trovano quando cercano assistenza SEO. Le domande riguarderanno la scelta del fornitore e i servizi per ecommerce; le ricerche sulla pubblicità social o sull’espansione all’estero appartengono a un altro monitoraggio. Nel registro vanno anche il nome del brand, le sue varianti e il dominio del sito: servono a riconoscere i riferimenti corretti ed escludere eventuali omonimi.
Per confrontarti con altre aziende, puoi aggiungere due concorrenti che offrono servizi simili e contarli con le stesse regole del tuo brand. Una risposta può nominare più aziende, quindi le percentuali di menzione possono superare il cento per cento se le sommi. Se cambi offerta o mercato, inizia una raccolta separata per non confrontare ricerche con scopi diversi.
Usare i report di Google e Bing
In Search Console apri il report delle prestazioni delle funzioni generative della Ricerca. Seleziona il periodo e il Paese, poi consulta i dati per pagina e dispositivo. Google documenta le impression nelle funzioni incluse, come AI Overviews e AI Mode; Discover ha un report distinto. Conserva l’esportazione o una schermata con proprietà, filtri e date. Se il report non è disponibile nel tuo account, annotalo: un dato che non puoi consultare non equivale a zero impression.
In Bing Webmaster Tools consulta AI Performance sullo stesso intervallo. Registra le citazioni totali, i dati delle pagine citate e le query di recupero disponibili, cioè le espressioni usate dal sistema per cercare le fonti. Queste query sono un campione e non riproducono necessariamente le domande scritte dagli utenti.
| Dato | Che cosa ti dice | Come interpretarlo |
|---|---|---|
| Impression generative Google | Come cambia la presenza delle pagine del sito nelle funzioni incluse. | Non ricostruiscono il testo di ogni risposta né tutte le menzioni del brand. |
| Citazioni Bing | Quanto spesso il sito viene citato nelle esperienze AI coperte dal report. | Non indicano posizione, tono o importanza nella risposta. |
| Media giornaliera di pagine citate Bing | Quante pagine del sito vengono usate come fonti, in media ogni giorno. | È una media di URL unici per giorno, non il totale degli URL distinti del periodo. |
| Osservazioni manuali | Testo, fonti e contesto delle risposte che hai raccolto. | Non misurano quante persone hanno visto quelle risposte. |
I report di Google e Bing possono coprire esperienze diverse e usare unità diverse. Mantieni per ciascuno il periodo e la definizione della metrica, senza sommare impression e citazioni. Se una definizione cambia, segna la data e verifica se i dati precedenti sono ancora confrontabili.
Organizzare quattro settimane di osservazioni
Per iniziare puoi usare 6 domande, porle a 2 interfacce e ripetere la raccolta due volte a settimana: sono 24 tentativi a settimana, 96 in quattro settimane. Le due raccolte ti permettono di controllare se, a distanza di qualche giorno, la stessa domanda produce una risposta diversa.
Scegli le due interfacce
Puoi usare, per esempio, Google AI Mode e ChatGPT con ricerca web, se hai già accesso a entrambi. Imposta italiano e mercato Italia. Annota browser, dispositivo, account, modello indicato e impostazioni di memoria o personalizzazione: per confrontare le raccolte dovrai mantenere le stesse condizioni.
Prepara le sei domande
Parti dalle richieste che ricevi da clienti, vendite e assistenza. Assegna alle domande gli ID da P1 a P6 e conserva il testo esatto. Puoi adattare gli esempi seguenti alla tua offerta prima di iniziare; durante le quattro settimane mantieni la stessa formulazione. Le domande che nominano già il brand vanno in un gruppo separato.
Ripeti la raccolta in due giorni distinti
Puoi scegliere martedì e venerdì, nella stessa fascia oraria, per quattro settimane. In ciascun giorno poni le sei domande a entrambe le interfacce: otterrai dodici tentativi. Per ogni domanda apri una nuova conversazione e conserva la prima risposta, senza chiedere subito un approfondimento.
Conserva la risposta e le sue fonti
Attendi che la risposta sia completa, apri i riferimenti e salva il testo o una schermata con data e ID della prova. Se chiedi una nuova risposta, registrala a parte: non deve sostituire quella precedente. Conserva anche gli errori; se riprovi dopo un errore, aggiungi una nuova riga.
| ID e gruppo | Domanda copiabile per l’esempio dell’agenzia |
|---|---|
| P1 · Esigenza | Quali attività SEO dovrebbe includere un servizio continuativo per un ecommerce italiano? |
| P2 · Scelta | Come scegliere un’agenzia SEO per un ecommerce italiano che deve migliorare le categorie prodotto? |
| P3 · Fornitori | Quali agenzie offrono servizi SEO per ecommerce in Italia e quali prove pubbliche permettono di valutarle? |
| P4 · Condizioni | Quali domande fare a un’agenzia prima di affidarle la SEO di un ecommerce italiano? |
| P5 · Brand | Quali servizi SEO per ecommerce offre Qreativa e quali fonti pubbliche li descrivono? |
| P6 · Verifica del brand | Quali casi studio pubblici di Qreativa aiutano a valutare il suo lavoro SEO per ecommerce? |
Le domande P1-P4 permettono di vedere se il brand compare senza che tu ne abbia suggerito il nome. P5-P6 servono invece a controllare come viene descritto quando lo nomini nella domanda. Tieni separati i due gruppi nel riepilogo: la presenza del nome cambia ciò che stai misurando.
AI Overviews e AI Mode vanno osservati separatamente. Se scegli i riquadri AI Overviews nella ricerca ordinaria, registra anche quando non compaiono: in quel caso non hai una risposta AI da esaminare. Se perdi l’accesso a un’interfaccia, segna l’interruzione. Passare a un’altra può essere utile per continuare il lavoro, ma richiede una serie distinta.
Registrare risposte, fonti ed errori
Ogni tentativo deve avere una riga e un ID che permetta di ritrovare la prova. Per esempio, S1-A-P3-R2 indica settimana 1, interfaccia A, domanda P3 e seconda raccolta della settimana. Annota data e ora con fuso, domanda, condizioni della prova e nome del file che contiene la risposta. Salva una copia del testo o una schermata: il solo link alla conversazione potrebbe diventare inaccessibile.
Nel registro puoi usare le sigle M per la menzione del brand, C per la citazione del tuo sito e L per un link a quella fonte. Sono tre conteggi distinti. Se li affianchi ai dati di un software, controlla prima che le definizioni coincidano.
| Campo | Che cosa registrare |
|---|---|
| Esito | OK: hai una risposta completa da leggere. NA: non compare una risposta AI o il sistema rifiuta la domanda. ERR: un errore, un limite di accesso o un caricamento incompleto impedisce di concludere la prova. |
| M · Menzione | 1 se il brand corretto è nominato nel testo della risposta; 0 se non lo è. Il solo dominio nell’elenco delle fonti non conta come menzione. |
| C · Citazione del tuo sito | 1 se la risposta indica il tuo sito come fonte, anche senza un link attivo; 0 se non lo fa. Conserva il riferimento preciso. |
| L · Link alla fonte | 1 se il riferimento al tuo sito contiene un link cliccabile; 0 se non lo contiene. Aprilo e controlla dove porta, anche dopo eventuali reindirizzamenti. |
| Contesto | Indica se la descrizione del brand è corretta, parziale, fuorviante o non valutabile. Conserva la frase e la fonte su cui basi il giudizio. |
| Fonti e concorrenti | Registra gli URL del tuo sito citati nella risposta, i siti esterni che parlano del brand e i concorrenti nominati. Tieni distinti questi elenchi. Più link nella stessa risposta non aumentano i valori C e L, che restano 1 oppure 0. |
Se leggi una risposta completa che non nomina il brand e non cita il tuo sito, segna OK e M=C=L=0. Se invece la prova fallisce, segna ERR e lascia vuote le caselle M, C e L; fai lo stesso per NA. Quando non riesci a verificare un riferimento, lascia vuota solo la casella dubbia e spiega il motivo nelle note. Quella risposta non entrerà nel calcolo della metrica che non hai potuto verificare.
In ChatGPT le citazioni e il pannello delle fonti possono mostrare anche altri link pertinenti. Per C e L conta i riferimenti usati come fonti della risposta; annota a parte un sito che compare solo fra i link aggiuntivi. Apri la pagina citata e controlla che sostenga l’affermazione. Chiedere all’AI se la propria risposta è corretta non sostituisce questa verifica.
Calcolare le percentuali sulle risposte esaminate
Prepara un riepilogo per ciascuna interfaccia, distinguendo le domande senza nome del brand da quelle che lo contengono. Per calcolare una percentuale, usa soltanto le risposte in cui hai potuto verificare la presenza o l’assenza di quella caratteristica, includendo gli zeri. NA ed ERR restano nel totale dei tentativi, ma non entrano nei tassi di menzione, citazione e link. Accanto alle percentuali mostra anche quante risposte complete hai ottenuto.
| Misura | Calcolo |
|---|---|
| Disponibilità della risposta | Risposte OK / tentativi programmati × 100; mostra anche NA ed ERR. |
| Tasso di menzione | Risposte con M=1 / risposte classificabili per M × 100. |
| Tasso di citazione del tuo sito | Risposte con C=1 / risposte classificabili per C × 100. |
| Tasso di link al tuo sito | Risposte con L=1 / risposte classificabili per L × 100. |
| Copertura delle domande | Domande distinte con almeno una menzione / domande distinte con almeno una risposta OK × 100. Indica quante volte hai ripetuto le domande e quali non hanno prodotto risposte esaminabili. |
Ogni risposta conta una sola volta per ciascuna metrica, anche se contiene dieci link al tuo sito. Se vuoi sapere quali pagine vengono citate, puoi tenere anche un elenco degli URL unici. L’elenco ti dirà quante pagine diverse compaiono; il tasso di citazione ti dirà in quante risposte compare almeno una fonte del tuo sito.
| Gruppo di risposte | OK / tentativi | Menzione | Citazione | Link |
|---|---|---|---|---|
| Interfaccia A | 11/12 | 5/11 = 45,5% | 3/11 = 27,3% | 2/11 = 18,2% |
| Interfaccia B | 11/12 | 3/11 = 27,3% | 2/11 = 18,2% | 2/11 = 18,2% |
| P1-P4, senza brand | 15/16 | 2/15 = 13,3% | 3/15 = 20,0% | 2/15 = 13,3% |
| P5-P6, con brand | 7/8 | 6/7 = 85,7% | 2/7 = 28,6% | 2/7 = 28,6% |
In questo esempio, le cinque menzioni dell’interfaccia A sono distribuite su quattro delle sei domande: la copertura delle domande è quindi 4/6 = 66,7%. Il tasso di menzione resta invece 5/11 = 45,5%, perché conta le singole risposte, comprese quelle ottenute ripetendo la stessa domanda.
Il 36,4% complessivo nasconde una forte differenza fra i due gruppi: le menzioni sono 2 su 15 risposte quando la domanda non contiene il nome, e 6 su 7 quando lo contiene. Per capire come il brand viene trovato spontaneamente, leggeresti prima le due menzioni e le fonti relative a P1-P4. Il 36,4% descrive le risposte del registro: non dice quanti utenti hanno visto il brand né quale piattaforma genera più contatti.
Capire che cosa cambia fra una settimana e l’altra
Confronta la prima settimana con le successive mantenendo le stesse domande, interfacce e regole. Conserva i conteggi insieme alle percentuali: su 11 risposte, una sola menzione in più o in meno cambia il tasso di circa 9,1 punti percentuali.
Supponiamo che le menzioni sull’interfaccia A passino da 5/11 a 7/11: il tasso sale dal 45,5% al 63,6%, con un aumento di 18,2 punti percentuali calcolato prima degli arrotondamenti. Per interpretarlo, controlla quali risposte sono cambiate. Se le due nuove menzioni arrivano una da P5-P6 e l’altra da P1-P4, l’aumento sulle domande che non contengono il nome del brand è di una sola menzione.
Se in due settimane mancano risposte diverse, fai anche un confronto tra le prove che puoi abbinare. Per l’interfaccia A, per esempio, confronta la risposta a P3 della prima raccolta della settimana 1 con quella della prima raccolta della settimana 2. Se una delle due manca, escludi la coppia da questo confronto. Indica quante coppie hai potuto esaminare. Se cambi il testo di P3, conserva i risultati precedenti e assegna alla nuova domanda un altro ID. Quando cambia il modello o l’interfaccia, annota che cosa è cambiato e valuta se ripartire con un nuovo confronto.
Annota anche che cosa succede nel frattempo: aggiornamenti al sito, lanci di prodotto, articoli esterni sul brand, cambiamenti delle piattaforme o del tracciamento. Se le menzioni aumentano dopo un intervento, il solo ordine delle date non dimostra che l’intervento abbia causato l’aumento. Per capire se il problema riguarda fonti mancanti, accesso al sito o informazioni sbagliate, usa la guida all’audit AI.
Tenere distinti citazioni, visite e contatti
Negli strumenti di analytics guarda da quali sorgenti arrivano le sessioni e quali pagine vengono aperte per prime. Cerca domini riconoscibili, come chatgpt.com, e gli eventuali parametri UTM dei link. Puoi fare una prova aprendo il link al tuo sito da una risposta AI: controlla che porti alla pagina giusta e mantenga i parametri. Identifica questa visita di prova per escluderla dai risultati commerciali.
Per ogni sorgente registra periodo, sessioni, pagine di ingresso e azioni che vuoi misurare, per esempio richieste di contatto pertinenti ricevute dal modulo. Decidi prima che cosa considererai valido, poi verifica nel CRM quali contatti rispondono al criterio e quali diventano opportunità commerciali. Se consenso, applicazioni, referrer mancanti o passaggi fra dispositivi impediscono di riconoscere la provenienza, lascia il contatto o la visita fra i non attribuiti.
Immaginiamo che analytics registri 20 sessioni da una sorgente AI e che in 2 di queste venga inviato un modulo, poi verificato come pertinente. Il rapporto è 2/20 = 10% delle sessioni registrate. Dividere invece quei due contatti per le cinque citazioni dell’esempio precedente non avrebbe significato: le citazioni sono risposte raccolte durante le prove, mentre le sessioni sono visite reali al sito.
Puoi aggiungere al modulo la domanda facoltativa «Come ci hai conosciuto?». La risposta ti dice che cosa ricorda il contatto; va conservata separatamente dalla provenienza rilevata da analytics, perché le due informazioni possono essere diverse.
La risposta cita una pagina
Salva la risposta e il riferimento alla fonte: questa presenza entra nel registro delle citazioni.
Una persona visita il sito
Controlla se analytics registra la visita e riesce a riconoscerne la provenienza.
Il team riceve un contatto
Verifica nel CRM se la richiesta è pertinente e da dove risulta arrivata.
Se analytics registra una visita ma nel CRM non trovi una richiesta collegabile, puoi contare la visita. Non puoi ancora attribuirle un contatto.
Chiudere il ciclo e decidere che cosa ricontrollare
Dopo ogni raccolta ricontrolla gli errori e i riferimenti che non sei riuscito a verificare. A fine settimana aggiorna i conteggi per interfaccia e gruppo di domande. Dopo quattro settimane rileggi le risposte che sono cambiate o descrivono male l’offerta: ti aiuteranno a scegliere che cosa approfondire. Puoi aumentare la frequenza delle raccolte se devi seguire un lancio o verificare rapidamente la correzione di un’informazione.
| Segnale | Prossima verifica |
|---|---|
| Aumentano gli errori o scompare la risposta AI | Verifica che il servizio sia disponibile e che l’accesso funzioni. Controlla se hai cambiato le condizioni della prova prima di interpretare il calo delle menzioni. |
| Crescono le citazioni ma non i link | Apri le fonti e controlla se i riferimenti al tuo sito hanno un link funzionante e sono stati contati con le stesse regole C/L. |
| Il brand compare con un servizio errato | Salva la frase e la fonte citata. Confrontale con l’offerta pubblicata sul sito per capire quale informazione è sbagliata e dove viene ripresa. |
| Aumentano le menzioni ma non i contatti | Controlla quali domande nominano il brand, da dove arrivano le visite e se il modulo recapita le richieste. Questi dati servono a capire dove si interrompe il percorso verso il contatto. |
Nel riepilogo finale indica che cosa hai monitorato e in quale periodo, quanti tentativi hanno avuto esito OK, NA o ERR e come hai calcolato le percentuali dei singoli gruppi. Collega ogni dato agli ID delle prove e tieni visite e contatti in un blocco separato. Per le verifiche successive assegna un responsabile e una data. Il mese dopo ripeti le domande principali; se ne aggiungi di nuove, riportane i risultati separatamente finché non avrai un confronto precedente.
Scaricare il registro da usare nelle quattro settimane
Il PDF contiene tre pagine: impostazioni e domande, registro di sei tentativi e riepilogo dei conteggi. Si stampa e si compila a mano. Ogni settimana servono quattro copie della pagina del registro: una per ciascuna delle due interfacce, in ciascuno dei due giorni di raccolta. Per quattro settimane sono sedici copie, con 96 righe in tutto. Salva testo completo e URL delle fonti in file contrassegnati con gli stessi ID del registro.
Prima di iniziare, compila la pagina con offerta, pubblico, mercato e domande. Quando prepari il riepilogo, controlla che OK + NA + ERR coincida con il numero dei tentativi. Per menzioni, citazioni e link usa soltanto le risposte che hai potuto verificare; se una casella è rimasta dubbia, escludila dal denominatore di quella metrica e annota il motivo.
Domande frequenti sulla misurazione della visibilità AI
Serve uno strumento a pagamento per iniziare?
Puoi partire dalle interfacce e dai report a cui hai già accesso, usando il registro della guida. Se valuti uno strumento a pagamento, controlla quali prodotti e modalità interroga, come tratta gli errori e se permette di esportare risposte e fonti. Tieni separati i test via API o con altri modelli da quelli svolti nell’interfaccia scelta: altrimenti confronteresti condizioni diverse.
Posso chiedere all’AI di nominare il mio brand durante la raccolta?
Sì, se vuoi verificare come viene descritto: prepara una domanda che contenga il nome e usala fin dalla prima raccolta. Se invece stai osservando la comparsa spontanea del brand, aggiungere «e Qreativa?» dopo la prima risposta cambia la prova. Puoi conservare l’approfondimento, ma registralo a parte e lascia invariato il conteggio della prima risposta.
Come tratto una risposta che consiglia un concorrente?
Registra il concorrente con le stesse regole del tuo brand e conserva le fonti. Se l’AI lo raccomanda esplicitamente, annota anche questo: nominare un’azienda e consigliarla sono due cose diverse. L’ordine dei nomi può cambiare fra le risposte, quindi non leggerlo come una posizione fissa in classifica.
Quattro settimane bastano a dimostrare che un intervento funziona?
Quattro settimane permettono di completare il primo ciclo e individuare cambiamenti da approfondire. Da sole non dimostrano che un intervento sul sito abbia causato un aumento delle menzioni. Conserva i dati precedenti e le modifiche fatte; se il risultato cambia per una o due risposte, controllale e prosegui la raccolta prima di attribuire l’aumento al lavoro sul sito.
Michele Eccher


