In questa guida
La SEO internazionale aiuta a far trovare le pagine di un sito a chi cerca prodotti o servizi in altre lingue e in altri Paesi. Le due scelte non coincidono: una versione inglese può servire più mercati, mentre offerte diverse per Regno Unito e Stati Uniti possono richiedere pagine separate. Un sito che offre più lingue è multilingue; quando distingue anche i mercati è multiregionale. Prima di tradurre, occorre quindi decidere quali clienti puoi servire e come gestirai le loro richieste. La checklist segue questo percorso fino alla pubblicazione e ai controlli successivi.
Scegliere il primo mercato da raggiungere
Per scegliere da dove partire, confronta la domanda con ciò che l’azienda può offrire. In Spagna e in Messico, per esempio, si parla spagnolo, ma possono cambiare termini di ricerca, concorrenza e condizioni di consegna. Per ogni mercato che stai valutando, chiarisci che cosa puoi vendere, a chi, con quali tempi di consegna o di risposta e chi si occuperà dell’assistenza.
Se hai accesso a Search Console, filtra il Paese e guarda quali ricerche fanno comparire le tue pagine o portano clic. Separa quelle con il nome dell’azienda dalle ricerche generiche sul prodotto o servizio. Se non hai dati, parti dai bisogni che emergono nelle vendite e nell’assistenza. Molte ricerche non bastano a rendere conveniente un mercato: verifica anche margini, consegne e capacità di assistere il cliente.
Confrontare due mercati
Per un primo confronto puoi scegliere cinque bisogni del cliente e far formulare due ricerche nella lingua locale per ciascuno: una sul prodotto o servizio, una su una condizione d’acquisto. Sono dieci ricerche per mercato, venti per confrontarne due. Se emergono esigenze diverse, amplia il confronto prima di decidere.
Immagina un negozio di sedie che vuole vendere all’estero. Per chi ha una piccola cucina, può essere importante trovare una sedia poco ingombrante e sapere se viene consegnata nel proprio Paese: sono due ricerche da preparare. Per ciascuna annota le parole usate, la data, il Paese e la lingua impostati, tre risultati pertinenti e il tipo di pagina trovato. Guarda anche quali condizioni di vendita spiegano i concorrenti. Chi conosce quella lingua e il prodotto deve verificare i termini; una ricerca fatta soltanto dal tuo mercato abituale può mostrarti risultati diversi da quelli del cliente.
| Che cosa hai verificato | Come decidere |
|---|---|
| Fra i risultati compaiono categorie di prodotti, confronti o pagine di servizio. | Prepara il tipo di pagina che serve al cliente: se vuole scegliere un prodotto, deve poter vedere l’assortimento e le condizioni d’acquisto. |
| Puoi gestire consegna, pagamenti e assistenza, sostenendone i costi. | Puoi avviare il progetto in quel mercato. Se manca una condizione essenziale, risolvila prima di prometterla sul sito. |
| Hai un referente che verifica e aggiorna testi e offerta. | Assegna le pagine a quel referente. Se non può mantenerle tutte, parti da un numero più piccolo. |
Definire le lingue e mappare le pagine equivalenti
Una versione en è adatta a contenuti in inglese condivisi fra più mercati. Usa en-GB e en-US quando differenze come disponibilità, valuta, condizioni o terminologia richiedono pagine regionali. Per un Paese con più lingue prepara solo le combinazioni che puoi sostenere, per esempio fr-CA e en-CA. Il solo codice del Paese non identifica la lingua.
Crea un elenco con una riga per ogni URL, indicando lingua, mercato servito, responsabile e stato. Assegna lo stesso identificatore, come categoria-sedie, alle pagine che presentano quella categoria nelle diverse lingue: così puoi riconoscerle anche se gli slug cambiano. La categoria sedie in italiano deve rimandare alla categoria sedie tradotta, non alla home dell’altra lingua.
Se manca la traduzione di una pagina, annotala come da preparare e lascia vuoto il campo URL. Per scegliere quali contenuti produrre prima, usa il piano editoriale SEO.
Scegliere la struttura degli URL
Google consiglia URL distinti per le versioni linguistiche. Una pagina deve aprirsi direttamente nella lingua prevista, senza dipendere da cookie, IP o lingua del browser. Il codice nel percorso aiuta le persone a orientarsi, ma da solo non basta a dichiarare a Google la lingua o il mercato.
| Modello | Quando sceglierlo | Impegno da prevedere |
|---|---|---|
example.de | Vuoi un sito distinto per Paese e puoi gestire più siti. | Ogni dominio richiede gestione e manutenzione proprie. Il suffisso nazionale indica il Paese a cui si rivolge. |
de.example.com | Hai bisogno di separare tecnicamente le versioni. | Devi coordinare pubblicazione e controlli fra i diversi sottodomini. |
example.com/de/ | Lo stesso team gestisce un dominio generico e più lingue. | La gestione resta sullo stesso dominio. Controlla che menu, link e modelli delle pagine rispettino la lingua scelta. |
example.com?lang=de | Da evitare come nuova struttura principale. | È più difficile distinguere le versioni nei link e nei controlli per mercato. |
Mantieni una struttura già efficace finché non esiste un problema concreto da risolvere. Se devi cambiare indirizzi esistenti, prepara prima la mappa vecchio/nuovo e i redirect con la checklist per la migrazione SEO. La consulenza per la migrazione SEO copre il lavoro tecnico quando il cambio coinvolge più versioni del sito.
Localizzare ricerca, contenuti e percorso di contatto
Parti dalle query raccolte nel mercato scelto. Riscrivi title, H1 e pagina per rispondere all’intento locale, mantenendo corretti fatti e offerta. In una pagina prodotto verifica misure, disponibilità e consegna; in una pagina di servizio verifica area servita, lingua del contatto e tempi di risposta. Non aggiungere recensioni, certificazioni o promesse che l’azienda non possiede.
Prima lettura: contenuto e condizioni
Confronta la pagina con la fonte approvata. Controlla prezzi, valuta, unità di misura, date, termini tecnici e prove citate. Fai confermare al referente del mercato ciò che cambia, comprese le condizioni di reso o di erogazione.
Seconda lettura: esperienza nella lingua locale
Rileggi la pagina senza il testo originale accanto. Correggi calchi, passaggi ambigui e istruzioni innaturali. Poi prova il percorso del cliente: apri il menu, compila il modulo, leggi gli eventuali errori e la conferma. Controlla anche l’email ricevuta e che la richiesta arrivi a chi può rispondere in quella lingua.
Google determina la lingua dai contenuti visibili. Mantieni coerenti testo principale e interfaccia; evita una pagina che mostri due traduzioni affiancate. Il selettore deve usare normali link alle versioni disponibili. Puoi suggerire una lingua, lasciando chiudere il suggerimento e scegliere liberamente: le pagine che cambiano in base alla provenienza possono non essere scansionate in tutte le varianti.
Che cosa indicare a chi si occupa della traduzione
La pagina è destinata a [lingua e mercato] e si rivolge a [cliente e bisogno]. L’offerta confermata comprende [prodotti o servizi disponibili, prezzi e condizioni]. Le ricerche da considerare sono [ricerche verificate]. Mantieni corretti fatti e condizioni della fonte, riscrivendo le frasi quando serve. Traduci anche titolo, descrizione, inviti all’azione, alt, moduli e conferme. Segnala i dati mancanti. Prima della consegna, rileggi la versione tradotta senza l’originale accanto e indica quali parti del percorso di contatto restano da provare.
Compila i campi fra parentesi prima di passare il lavoro al revisore. Per cataloghi con assortimenti diversi per Paese, il servizio SEO per ecommerce affronta anche categorie, disponibilità e intenti di acquisto.
Configurare hreflang e canonical con un esempio completo
hreflang collega le versioni della stessa pagina in lingue o regioni diverse. rel="canonical" segnala invece l’URL preferito fra copie uguali o molto simili. Di norma, una pagina tradotta indica come canonical il proprio URL. Se tutte le traduzioni indicano quello italiano, stai segnalando a Google di preferire la pagina italiana anziché trattare le traduzioni come pagine autonome.
Italiano: it
/it/sedie/ → canonical /it/sedie/
Alternative: italiano, inglese, tedesco.
Inglese: en
/en/chairs/ → canonical /en/chairs/
Alternative: italiano, inglese, tedesco.
Tedesco: de
/de/stuehle/ → canonical /de/stuehle/
Alternative: italiano, inglese, tedesco.
Esempio su https://example.com. Ogni pagina include sé stessa e rimanda alle altre due; tutte indicano l’inglese come x-default.
Nel <head> di tutte e tre le pagine inserisci lo stesso blocco di alternative, con URL assoluti. Sostituisci i percorsi dell’esempio con gli indirizzi finali del tuo elenco.
<link rel="alternate" hreflang="it"
href="https://example.com/it/sedie/" />
<link rel="alternate" hreflang="en"
href="https://example.com/en/chairs/" />
<link rel="alternate" hreflang="de"
href="https://example.com/de/stuehle/" />
<link rel="alternate" hreflang="x-default"
href="https://example.com/en/chairs/" />Il canonical cambia su ciascuna pagina. Sulla versione tedesca, per esempio, aggiungi:
<link rel="canonical"
href="https://example.com/de/stuehle/" />Ripeti il criterio per italiano e inglese usando il rispettivo URL. x-default indica la pagina da proporre quando nessuna delle lingue o regioni elencate è adatta all’utente. Qui è la pagina inglese; puoi anche indicare un selettore di lingua. È consigliato, ma facoltativo, e non sostituisce i codici lingua né provoca un reindirizzamento nel browser.
Usa en-GB per il Regno Unito, non en-UK; de indica il tedesco senza limitarlo a un Paese.
Puoi inserire le annotazioni nell’HTML, nelle intestazioni HTTP o nella sitemap XML: per Google i tre metodi sono equivalenti. Scegline uno che il team possa mantenere e controlla i collegamenti in entrambe le direzioni: se la pagina italiana indica quella tedesca, quella tedesca deve indicare l’italiana. Consulta le regole Google per codici e versioni localizzate.
Se due pagine regionali nella stessa lingua hanno contenuti quasi uguali, per esempio due versioni inglesi, valuta quale URL indicare come versione canonica preferita e usa hreflang per dichiarare le varianti regionali. In questo caso devi scegliere come gestire i duplicati, mentre nell’esempio precedente le tre pagine sono traduzioni.
Eseguire il collaudo e decidere se pubblicare
Controlla ogni indirizzo dell’elenco prima di pubblicare. Nell’esempio del negozio ci sono dodici URL e sei verifiche tecniche per ciascuno: settantadue esiti da annotare. Guarda poi ogni pagina su desktop e mobile, per un totale di ventiquattro viste, e prova un contatto per lingua su ciascun dispositivo: sei percorsi. Se il tuo sito ha un numero diverso di pagine o lingue, adatta i totali al tuo elenco.
Verifica la risposta e la possibilità di indicizzazione
Apri ogni URL finale senza effettuare l’accesso e annota il codice HTTP: per le pagine da pubblicare deve essere 200, senza redirect imprevisti o schermate di errore. Nel browser apri gli strumenti per sviluppatori, scegli Rete o Network e ricarica la pagina. Seleziona la richiesta del documento principale: nelle intestazioni trovi il codice di stato e l’eventuale
X-Robots-Tag.Apri
/robots.txtsul dominio e controlla le regole per quel percorso. Nel sorgente cerca anchename="robots": blocchi di scansione e direttivenoindexvanno risolti per le pagine da indicizzare. Un codice 200 conferma che la pagina risponde, ma non basta a stabilire se è indicizzabile.Controlla canonical, alternative, link e sitemap
Nel sorgente HTML cerca
canonicalehreflang. Confronta ogni valore con l’elenco degli URL, apri le destinazioni e controlla che le altre pagine rimandino a quella di partenza. Annota separatamente canonical, insieme completo degli hreflang, link interni e presenza nella sitemap. Con risposta HTTP e indicizzabilità sono le sei verifiche tecniche per URL. Se le annotazioni vengono aggiunte via JavaScript, controlla anche il DOM renderizzato e il test live di Search Console.Prova pagine e contatti su desktop e mobile
Per ogni pagina controlla lingua, prezzi, tabelle, immagini, menu e selettore sui due dispositivi. Poi compila il modulo in italiano, inglese e tedesco, da desktop e da mobile: sono i sei percorsi del negozio preso come esempio. Usa messaggi di prova riconoscibili, verifica gli errori del modulo e la conferma, poi controlla che la richiesta sia stata ricevuta e che l’eventuale email sia nella lingua corretta. Per un negozio prova anche il checkout in ambiente di test, senza addebiti reali.
Registra l’esito e ripeti solo le prove interessate
Annota se il controllo è riuscito, se serve una correzione o se manca ancora una verifica. Per ogni problema scrivi che cosa hai osservato, chi interviene e quando verrà ricontrollato. Se Google non può scansionare le pagine, i canonical sono errati, le alternative non funzionano o le richieste di contatto non arrivano, rimanda la pubblicazione della versione interessata. Fai lo stesso se il sito promette un’offerta non disponibile. Dopo la correzione riprova anche le pagine equivalenti coinvolte.
Fai queste prove nell’anteprima e ripetile sugli indirizzi pubblici dopo il rilascio. Collega le pagine dal selettore e dalle sezioni pertinenti, pubblica la sitemap aggiornata e registra data e versione del sito. Per problemi più generali di scansione e rendering consulta l’audit SEO tecnico.
Riconoscere e correggere gli errori
| Riscontro | Prossima azione |
|---|---|
| La versione tedesca ha canonical verso l’italiano. | Se è una traduzione autonoma, indica il suo URL come canonical e ricontrolla gli hreflang di tutte le pagine equivalenti. |
| Un hreflang porta a un 404, un redirect o una home non equivalente. | Usa l’URL finale corretto oppure rimuovi l’alternativa non disponibile anche dalle altre pagine. |
| La pagina cambia lingua appena la apri dall’estero. | Verifica redirect geografici e regole del server. Mantieni l’URL accessibile e proponi un cambio facoltativo. |
| Il testo è tradotto, ma form o conferma restano in italiano. | Traduci anche modulo e conferma, poi riprova invio e ricezione prima di pubblicare la versione per quel mercato. |
| Il test live funziona, ma Google non ha ancora indicizzato la pagina. | Controlla i dati della versione indicizzata e la data dell’ultima scansione; un test live riuscito non garantisce l’inclusione nell’indice. |
Verificare indicizzazione e richieste dopo il rilascio
In Search Console usa Controllo URL sugli indirizzi pubblicati. Nel piccolo pilota puoi controllarli tutti e dodici. Registra presenza nell’indice, ultima scansione, canonical dichiarato e canonical scelto da Google. Il test dell’URL pubblicato serve a verificare l’accessibilità attuale; i dati della pagina indicizzata descrivono ciò che Google ha già elaborato.
Puoi fissare un primo calendario di controlli: subito dopo il rilascio prova URL, selettore e contatti; dopo una settimana rivedi scansione e indicizzazione; dopo quattro settimane esamina ricerche e richieste ricevute. Se viene segnalato un errore o cambia un modello delle pagine, anticipa le verifiche interessate.
Nel report sul rendimento applica insieme il filtro Paese e il filtro delle pagine della versione locale. Confronta intervalli della stessa durata, separa le ricerche del brand da quelle generiche e annota le date di pubblicazione delle nuove pagine, così sai da quando hanno potuto ricevere visite. Tieni distinti Paese della ricerca e lingua della pagina: un cliente in Germania può leggere l’inglese.
Per ogni contatto annota la lingua della pagina di ingresso, che cosa chiede il cliente e se puoi soddisfare la richiesta. Supponiamo che arrivino venti richieste e che dodici riguardino servizi disponibili: il 60% è pertinente all’offerta, perché 12 ÷ 20 = 60%. Guarda che cosa chiedono gli altri otto contatti e se nella pagina ci sono condizioni poco chiare da correggere. Per calcolare anche il tasso di conversione del sito, rapporta invece il numero delle richieste al numero di visite.
Scaricare la scheda di rilascio internazionale
Stampa una copia per l’anteprima e una per il sito pubblico. La prima pagina raccoglie mercato, responsabili e mappa di dodici URL; la seconda contiene i settantadue esiti tecnici; la terza registra le ventiquattro viste, i sei percorsi di contatto e le correzioni da chiudere. Se il tuo inventario è più ampio, duplica le griglie e aggiorna i totali.
Scarica la scheda operativa PDF, 3 pagine A4
È una scheda da compilare a mano. Per ogni problema annota la prova, chi interviene e quando verrà ricontrollato. Conserva gli esiti della versione pubblica separati da quelli dell’anteprima.
Domande frequenti sulla SEO internazionale
Devo tradurre anche gli URL delle immagini e dei PDF?
Puoi mantenere il nome di un file condiviso fra più lingue. Traduci il testo del materiale, le didascalie e gli alt quando servono al lettore. Se prepari PDF in lingue diverse, collega ciascun file dalla pagina corrispondente. Per indicare a Google le alternative di un PDF puoi usare hreflang nelle intestazioni HTTP.
Come gestisco una pagina che esiste in italiano ma non in tedesco?
Mantieni soltanto le alternative equivalenti già disponibili. Non aggiungere una pagina tedesca inesistente e non usare la home tedesca come sostituto di un prodotto o articolo. Nel selettore indica che quel contenuto non è disponibile oppure offri un collegamento esplicito alla versione italiana, senza presentarla come traduzione.
Un dominio .it è adatto a un progetto rivolto a più Paesi?
Un dominio nazionale comunica un orientamento geografico. Se il sito esiste già, valuta dati di ricerca e obiettivi prima di spostarlo: una migrazione cambia URL e richiede redirect e verifiche proprie. Per un progetto nuovo destinato a più Paesi, un dominio generico offre una base meno legata a un singolo mercato.
Posso pubblicare una traduzione automatica dopo aver corretto l’hreflang?
Prima di pubblicarla, fai controllare la traduzione da una persona che conosca la lingua e l’offerta. Deve verificare significato, termini di ricerca, dati commerciali e funzionamento dei contatti: un hreflang corretto non risolve errori nel testo o nel modulo. Se non puoi far rivedere tutte le pagine, parti da un gruppo più piccolo e pubblica quelle già controllate.
Michele Eccher


